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19 Maggio 2025"Infanzia triestina" di Pierluigi Sabatti
Il raconto della memoria e storia di una Trieste che cambia
È il 26 ottobre 1954, il giorno che pone fine all’occupazione angloamericana di Trieste, riconsegnandola definitivamente all’Italia. Un’enorme folla si raccoglie in piazza Unità per festeggiare l’arrivo delle navi e dei bersaglieri italiani. Ma la storia è più complessa e se ne accorge un bambino che, tra ricordi e fantasticherie, descrive quei tempi così travagliati e l’umanità che abita il quartiere popolare di San Giacomo.
Con “Infanzia triestina”, Pierluigi Sabatti fa rivivere una pagina di storia italiana spesso dimenticata attraverso il racconto di esistenze, voci ed emozioni in cui tragedia e commedia si mescolano, come accade sempre nella Storia e nella vita. Il libro, edito da Bottega Errante Edizioni, con prefazione di Mary Barbara Tolusso, sarà in libreria dal 16 aprile.
Una Trieste viva e combattiva
Nelle pagine del libro, Sabatti racconta una città diversa da quella odierna: «La Trieste degli anni ’50-60 era più viva, piena di speranze e anche combattiva. Le divisioni politiche erano forti, quelle sociali intense, come dimostravano i continui scioperi. Ora mi sembra scettica e indifferente, salvo qualche sussulto di interesse su questioni come l’ovovia, il declino industriale con la chiusura delle fabbriche, l’immigrazione. Rispetto a quest’ultima, da una parte c’è la disgustosa speculazione delle forze politiche di destra e dall’altra il generoso intervento di associazioni che assistono i disperati insieme alla Chiesa. Ma c’è di buono che i rapporti tra italiani e sloveni sono decisamente migliorati». Alcuni elementi, però, sono rimasti immutati: «L’amore per lo sport, la vita all’aria aperta, per il mare, per la musica, il teatro, il cinema, anche se non sono molto amate le novità. Un desiderio di godersi la vita. La sensazione di sentirsi una grande città, senza esserlo».
L’episodio centrale del libro nasce da un ricordo personale dell’autore: «Quando mia madre e mio padre ritornano da piazza dell’Unità dopo aver assistito allo sbarco delle truppe italiane e mi vengono a prendere a casa delle zie slovene, dove mi avevano lasciato perché il tempo era troppo brutto per portarmi in giro. Un’incauta frase scatenò una lite che mi ha dato lo spunto per scrivere questo libro». Trieste è stata raccontata da grandi autori come Svevo e Magris, ma la prospettiva di Sabatti è diversa: «Si licet parva componere magnis, posso dire che la mia è una Trieste più popolana, rispetto a quella dei grandi che è più borghese».
Con “Infanzia triestina”, Bottega Errante Edizioni prosegue il suo impegno nel raccontare territori, identità e memorie collettive. Il libro è un’occasione per riscoprire la Trieste del passato e per riflettere su quella di oggi, attraverso una narrazione intima e sincera che tocca la storia con delicatezza e profondità.
È il 26 ottobre 1954, giorno che pone fine all’occupazione angloamericana di Trieste e che restituisce definitivamente la città all’Italia. Un’enorme folla si raccoglie in piazza Unità per festeggiare l’arrivo delle navi e dei bersaglieri italiani. Ma la storia è più complessa e se ne accorge un bambino che, tra ricordi e fantasticherie, descrive quei tempi così travagliati e l’umanità che abita il quartiere popolare di San Giacomo. Sabatti fa rivivere una pagina di storia italiana spesso dimenticata attraverso il racconto di esistenze, voci ed emozioni in cui tragedia e commedia si mescolano come accede sempre nella Storia e nella vita.
Appuntamenti

L'autore

PIERLUIGI SABATTI (Trieste, 1950). Laureato in Giurisprudenza, intraprende giovanissimo la carriera giornalistica lavorando per il Piccolo. Si occupa di cronaca e politica, crea e dirige la pagina “Istria, Litorale e Quarnaro” e segue i conflitti in Jugoslavia degli anni Novanta anche come inviato. Ha realizzato trasmissioni radio per la sede Rai del Friuli Venezia Giulia e per la seconda rete nazionale. Ha collaborato con TV Capodistria, con la rivista di geopolitica “Limes” e altre testate giornalistiche. Ha pubblicato inoltre saggi storici, racconti e due commedie.
Bottega Errante narra Trieste
Trieste è una città che ha sempre ispirato scrittori e lettori, un luogo di frontiera culturale e letteraria. Da anni, la casa editrice udinese Bottega Errante Edizioni si impegna a raccontarne l’identità attraverso la pubblicazione di autori triestini e di libri che hanno al centro la città e il suo spirito unico. Dai reportage dello scrittore triestino Paolo Rumiz al pluripremiato “Il destino che mi portò a Trieste” di Radoslav Petković, dallo scrittore austriaco Christian Klinger che ha fatto di Trieste il luogo di tutti i suoi romanzi passando per Sergio Tavčar, Dušan Jelinčič, Federica Marzi, Roberto Weber, Enrico Maria Milič e Gioia Battista.
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I fantasmi di Trieste
€17,00 -
Infanzia triestina
€17,00 -
La mia casa altrove
€17,00











1 Comment
Sono un medico triestino che abita a Bologna dal 1989. Sono nato a Trieste il 29 ottobre 1954,tre giorni dopo la storia raccontata da Sabatti in INFANZIA TRIESTINA. Non so come contattare l’autore ma, vi pregherei di comunicargli il mio gradimento per aver rappresentato molto bene l’atmosfera di quei tempi a Trieste. Mi è sembrato di ritornare bambino. Allora ,poi ,abitavo proprio vicino a San Giacomo…