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Tempo di partire per i Balcani con Angelo Floramo e Gianni Galleri!
Mentre l’estate si fa strada dalle casse escono le note di “Balkaneros” di Goran Bregović che con il suo ritmo indiavolato ci fa venire voglia di ballare e di viaggiare. I Balcani sono un mosaico di lingue, di popoli, di tradizioni che coesistono e si intrecciano in modi affascinanti. Vi suggeriamo di scoprirli attraverso le pagine di due autori: Angelo Floramo e Gianni Galleri.
Angelo Floramo, narratore e storico insignito del Premio Nonino Risit d’Aur 2024, esplora in Breve storia sentimentale dei Balcani le geografie, le anime e le storia che abbracciano questa terra, dai confini orientali che si estendono verso gli Urali, al corso del Danubio e a Sarajevo. Con profonda sensibilità, Floramo ci guida attraverso secoli di vicende, dalle antiche fonti alle tragedie moderne, inseguendo utopie, osservando ponti, mangiando allegramente o piangendo.
Gianni Galleri, nel suo libro Balkan Football Club, ci porta attraverso Bulgaria, Romania, Albania ed ex Jugoslavia, esplorando non solo episodi calcistici ma anche riflettendo su come il calcio sia uno specchio della politica per queste terre. Dall’imponente Marakana di Belgrado alle maestose utopie architettoniche degli spomenik, dai vibranti stadi come il Maksimir di Zagabria alle pittoresche sponde del lago di Ocrida, Galleri ci offre uno sguardo autentico e appassionato sui Balcani, senza stereotipi ma immergendosi nella vita quotidiana, nei bar, sulle strade e tra tifosi burberi, birre, cori, ćevapi e rakija.
Buona lettura e buon viaggio!
La storia di una parte d’Europa complessa, stratificata, eppure al centro di tutto. Sentimentale perché non è un trattato, ma una narrazione soggettiva, intima, di che cosa sono e che cosa rappresentano i Balcani. Breve perché non vuole essere esaustiva ma regalare al lettore suggestioni, immaginari e passioni. Floramo parte per un viaggio che esplora in profondità le geografie, le anime, la Storia attraversando il confine orientale per addentrarsi nella terra balcanica che sconfina verso gli Urali, segue il Danubio, parla le lingue di Sarajevo. Interroga le fonti più antiche, narra le vicende dei Turchi, dei Veneziani, degli Uscocchi, giunge fino ai giorni nostri dove insegue le utopie, osserva i ponti, piange con le donne di Srebrenica.
Come spesso accade nelle storie di Floramo e in quelle che riguardano i Balcani, il lettore si trova a mangiare, ridere, disperarsi, sognare, bere, fumare, danzare. Insomma, vivere.
Dieci anni di viaggi tra Bulgaria, Romania, Albania ed ex Jugoslavia sulle tracce di vicende e di episodi poco conosciuti che hanno fatto la storia – non solo calcistica – di queste terre. Dal Marakana di Belgrado alle utopie di cemento degli spomenik jugoslavi, dal Maksimir di Zagabria alle sponde del lago di Ocrida, senza generalizzazioni né stereotipi, calandosi fra la gente, entrando nei bar, lungo le strade, sui gradoni di tanti stadi in giro per i Balcani. Un viaggio dall’Adriatico al Mar Nero, lungo il Danubio e la Drina, tra vecchi amici e burberi tifosi, birre e cori, ćevapi e rakija, per provare a decifrare i Balcani attraverso la lente d’ingrandimento del calcio.









