Grammatica di un esilio

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Ho parlato molto della mia terra natia, delle donne biasimate, della guerra che si è presa mio fratello e ha disperso la mia famiglia ai 4 angoli del mondo…Ma non ho mai evocato il mio esilio. Non appena mi appresto a descriverlo sono disarmato, muto, come davanti a un buco nero. L’esilio è una strada senza ritorno. Una volta dentro non si riesce più a disfarsene. Si diventa per sempre un essere errante, da quel momento si è intessuti. Sono come la callimorphe, questa farfalla migratrice dalle ali nere zebrate di bianco che dopo aver lasciato il suo bruco è condannata a volare notte e giorno. Atiq Rahimi

Come di costruisce un’identità plurale? Quella di Atiq Rahimi è definita nelle sue “erranze”. Le tappe del “viaggiatore sorprendente” sono il ritmo di questo romanzo poetico e appassionato. La grammatica emotiva di un grande scrittore, la mappa – a parole – di un’esistenza. Paolo Di Paolo

Autore: Atiq Rahimi
Traduzione: Ester Borgese
Collana: estensioni/2
Anno: 2018
Formato: 13 x 20
Pagine: 176
ISBN: 9788899368142

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Descrizione

Atiq Rahimi dice di sé di essere nato in India, incarnato in Afghanistan e reincarnato in Francia e in questa dimensione errante inventa una lingua forte, singolare e libera per raccontare per la prima volta il suo esilio.
A sedici anni, a seguito del colpo di stato comunista del 1978, lascia Kabul per Delhi e successivamente ottiene asilo politico a Parigi. A quale civiltà appartiene?

Attraverso ricordi, riflessioni, lettere e disegni, Rahimi modella un racconto intimo e poetico, una meditazione su ciò che resta delle nostre vite quando si perde la terra dell’infanzia.

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